Missioni all'estero

Incontro all'Albania 2008  

L’Albania, chiamata anche il Paese delle Aquile, si trova nel Sud-Est d’Europa, ha una superficie poco più grande della Sicilia e una popolazione di 3,3 milioni di abitanti. Confina a Nord e Nord-Est con la ex Repubblica Iugoslavia, mentre a Sud e Sud-Est confina con la Grecia. È ricca di montagne, colline, fiumi e spiagge, anche se in questi ultimi anni nessuno si è impegnato a mantenerle e a prendersene cura.
Negli anni 1991-1998, in Albania ci sono stati notevoli cambiamenti demografici, come l’immigrazione dai villaggi nelle città e dalle periferie verso la capitale, l’emigrazione massiva e il calo delle nascite. L’emigrazione degli Albanesi all’estero ha i ritmi più elevati di tutti gli altri paesi dell’Europa Centrale e Orientale.
Dall’anno 1991 l’Albania sta passando un periodo di dura transizione, durante il quale le città principali si sono confrontate con nuovi problemi sociali, economici e ambientali. I problemi e le difficoltà economiche della popolazione derivano dall’impossibilità di creare e sviluppare le nuove attività come l’industria e il turismo, per la mancanza di condizioni favorevoli.
Con il passaggio verso l’economia di mercato e con la privatizzazione delle industrie, controllate una volta dallo Stato, tante imprese sono state chiuse a causa del loro poco rendimento e della concorrenza con le merci d’importazione che hanno prezzi più bassi e qualità più elevata. Di conseguenza, tanti operai sono rimasti senza lavoro e la disoccupazione è cresciuta in modo considerevole.
Il 1992 per l’Albania è considerato l’anno dell’inizio del passaggio da una economia centralizzata ad una economia di mercato. Il periodo della transizione democratica in Albania è stato più difficile e più lungo delle previsioni, e questo è stato dimostrato dalla  profonda crisi economica degli anni 1997-1998, dove tante persone hanno perso i loro risparmi e le loro case nella speranza di guadagnare tanto e in fretta, speranza che però si rivelò un vero inganno per tantissima gente.
Una delle strade più importanti per riavviare l’economia albanese è la continuazione della ristrutturazione del settore pubblico.
Nonostante tutte le difficoltà che l’Albania sta passando, la frequente mancanza di luce e acqua e la scarsità di strade interne nei villaggi, non mancano persone che sono disponibili a dedicare le loro giornate, spesso rinunciando alle loro ferie con amici e genitori, per stare con i bambini della nostra Comunità di Lushnje, che si trova a 82 km a Sud della capitale Tirana. Anche quest’anno è tornato nella nostra città il gruppo dei giovani della San Vincenzo, accompagnati da Padre Mario e accolti nella casa delle nostre Suore della Divina Volontà, le prime arrivate a Lushnje nell’Agosto del 1992.
È da diversi anni che dei giovani italiani vengono per fare attività con i ragazzi e i bambini di Lushnje e dei villaggi vicini. Quest’anno hanno fatto animazione in più parti, e in modo particolare hanno animato i bambini della zona di Lagja Kadri Qystri, dove venivano svolte delle attività nel pomeriggio. Nonostante le difficoltà a volte riscontrate assieme ai bambini, i volontari non si sono arresi e hanno continuato a trovarsi per giocare e per insegnare loro dei lavori manuali, così che i bambini sono rimasti veramente contenti. Sono andati alcuni giorni a Plug, un altro villaggio, e poi sono stati a Gungas, dove i bambini li hanno accolti con tanto entusiasmo e tanta voglia di stare assieme a questi giovani venuti per farli giocare, colorando, facendo braccialetti, marionette, bans e tanti giochi per divertirsi.
Qui ho avuto la fortuna e la possibilità di accompagnarli e stare insieme a loro. Non era il primo anno che andavano a fare animazione fra questi bambini, ma personalmente ho visto nei volti e negli occhi dei piccoli tanta gioia per loro il ritorno a Gungas, un villaggio che dista soltanto 10 km dalla città, ma che richiede più di un’ora per arrivarci, per una strada inimmaginabile da percorrere, piena di buche e tanta polvere d’estate, e buche piene d’inverno. È stato veramente un dono per questi bambini, perché fino all’anno prossimo non ci saranno possibilità di fare simili attività, anche se non mancheranno le catechesi delle nostre Suore e delle catechiste.
Non sono mancati momenti di festa con gli animatori albanesi assieme ad un altro gruppo di giovani italiani di Monterotondo e accompagnati da due sacerdoti della Pia Società di San Gaetano, anche loro venuti per fare animazione ai bambini di altri villaggi di Lushnje. Dopo la Celebrazione della Santa Messa e la cena tutti assieme abbiamo cantato e ballato i balli popolari albanesi; è stato veramente molto bello vedere tutti i ragazzi, anche quelli dei gruppi italiani che cercavano di imparare i passi per ballare assieme a noi albanesi.
Ringraziamo il Signore di averci fatto anche questo anno il dono dell’arrivo e della presenza di giovani venuti dall’Italia per condividere questo tempo e per fare animazione ai bambini delle nostre Comunità.
Vi ringraziamo di cuore, con l’augurio di rivederci ancora il prossimo anno. Grazie della vostra amicizia, del vostro stare assieme con noi e dell’esempio che ci avete dato.
Vi salutiamo e vi aspettiamo ancora! Grazie!

                                                                                                                    Gentiana da Lushnje

 

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