Costruire sulla
precarietà
Tavola Rotonda - Torino, sabato 19 aprile 2008
Ispirandosi alle parole di Papa Benedetto XVI: “Quando
la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro
famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta
seriamente compromesso”, i giovani della San Vincenzo
hanno
organizzato a Torino il 19 aprile una tavola rotonda dal titolo
“Costruire sulla precarietà”. Questo titolo è chiaramente provocatorio
dal momento che nella società odierna la precarietà viene affrontata
con un’accezione negativa.
Partendo dalla spiegazione del tema da
parte del sociologo Bruno Manghi abbiamo compreso che questa situazione
lavorativa non è nata in tempi recenti, bensì è una situazione storica,
un problema che accompagna la società. I più allarmati dalla precarietà
non sono i giovani, ma le loro famiglie, le quali vedono un futuro
privo di carriera e successo a causa della scomparsa dei posti fissi.
Dovrebbe farci riflettere il quadro che ci rimanda la società per
quanto riguarda la precarietà: all’aumento di occupazione e del costo
della vita non si è assistito a un adeguato aumento dei salari, ciò è
molto preoccupante se si pensa che i giovani dovranno costruirsi una
vita lavorando all’interno di questo contesto.
Molto interessante e
stimolante è stato l’intervento di Luca De Meo, responsabile marketing
di Fiat Group e Amministratore delegato di Abarth e Alfa Romeo. Secondo
lui la flessibilità del mercato del lavoro dovrebbe essere vista sotto
un punto di vista positivo, ovvero una possibilità per i giovani di
sperimentarsi all’interno di questo mondo. Sviluppare questa idea
all’interno del nostro Stato è difficile a causa della mancanza di un
grande progetto nazionale che incentivi l’aspetto positivo della
precarietà.
Differente è il punto di vista del vice sindaco della
Città di Torino, Tom Dealessandri, il quale pone importanza all’aspetto
dell’istruzione. A suo parere, ciò che lo stato italiano dovrebbe fare
è sviluppare il potenziale delle scuole professionali, con collegamenti
a piccole o grandi imprese così da soddisfare il bisogno di manodopera.
A conferma di progettare la vita nella difficoltà nella precarietà
è la testimonianza di Eleonora Montaldo, responsabile della GIOC di
Piossasco (TO), Gioventù Operaia Cristiana. Sta vivendo le difficoltà
di vivere con un salario molto basso e si è ritrovata di fronte a un
bivio: vivere dignitosamente con i propri genitori oppure vivere
autonomamente ma con le difficoltà che conseguono dal suo stipendio.
Questo
tema è stato ripreso, inoltre, dal presidente dell’ASAI Sergio Durando,
Associazione Salesiana Animazione Interculturale, il quale ha riportato
l’esperienza al suo sportello dove si occupa di accompagnare giovani
stranieri e italiani alla ricerca di lavoro. Se per i ragazzi stranieri
i problemi sorgono per i documenti, per i giovani italiani il problema
principale è la sfiducia di poter trovare un lavoro che metta in luce
le loro capacità e professionalità a causa di continue sperimentazioni
basate sulla precarietà.
Di poche parole, ma chiaro ed efficace, è
stato l’intervento di don Daniele Bortolussi, direttore dell’Ufficio
Pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi di Torino. Il suo
discorso era focalizzato principalmente su tre spunti per una
riflessione:
- una nuova povertà: la precarietà;
- ridare speranza ai giovani;
- dare una formazione cristiana che apprezzi il valore del lavoro.
Inoltre
ha sollecitato noi giovani vincenziani a svolgere un cammino insieme,
apprezzando il nostro decalogo, sottolineando in particolar modo il
settimo punto che ci ricorda che per soddisfare le necessità dei poveri
è necessaria una preparazione adeguata che consiste ad esempio nella
conoscenza delle leggi sociali a salvaguardia dei diritti degli ultimi
e nella conoscenza delle risorse sul territorio per aiutarli e
orientarli con intelligenza.
Questo invito è stato accolto con
entusiasmo dal nostro delegato nazionale Gianfranco Rufino che ha
promesso che questo è solo il primo di una serie di incontri che noi
giovani della San Vincenzo abbiamo intenzione di organizzare per avere
una visuale completa sui problemi riguardanti i giovani e tenere alta
l'attenzione su queste problematiche.
Ringraziamo tutti coloro che
si sono adoperati per organizzare questo convegno ricco di importanti
spunti che ci hanno aperto gli occhi su questo mondo in cui, noi
giovani, ci stiamo per affacciare.
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la locandina
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